COSENZA – Il progetto dell’Alta Velocità ferroviaria Salerno–Reggio Calabria rischia di trasformarsi nell’ennesima “incompiuta” del Mezzogiorno. A lanciare l’allarme è il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, che interviene duramente dopo le recenti rivelazioni del Documento di Finanza Pubblica, che certificano un vuoto economico preoccupante per il completamento dell’opera.
Il buco da 18 miliardi: un segnale gravissimo
Secondo i dati emersi, all’appello mancherebbero oltre 18 miliardi di euro. Una cifra monstre che mette in discussione non solo l’intera dorsale calabrese, ma persino il completamento dei tratti iniziali fino a Praia a Mare. “Questi dati sanciscono ciò che denuncio da tempo”, afferma Franz Caruso. “Sull’Alta Velocità in Calabria manca un impegno finanziario adeguato e, di conseguenza, una reale volontà politica. Si continua a trattare come secondaria un’opera fondamentale per colmare il divario storico tra Nord e Sud”.
La battaglia di Cosenza: dai comitati al Quirinale
L’Amministrazione comunale di Cosenza non è rimasta a guardare. Il Sindaco ha ricordato il percorso di mobilitazione avviato in questi mesi, che ha visto la nascita di un comitato tecnico-scientifico per l’Alta Velocità coinvolgendo accademici ed enti locali. La gravità della situazione ha spinto Caruso a sollevare il caso ai massimi livelli istituzionali con una lettera al Presidente Mattarella per rappresentare il rischio di isolamento della regione, un appello a Giorgia Meloni con la richiesta di chiarimenti urgenti al Presidente del Consiglio e al Ministro delle Infrastrutture e audizioni in Parlamento: richiesta formale di intervento presso le Commissioni competenti di Camera e Senato.
Alta velocità: l’affondo contro la Regione Calabria e il Governo
Per il primo cittadino bruzio, parlare di infrastrutture senza coperture finanziarie è un puro “esercizio retorico”. Il sindaco chiama in causa direttamente la Regione Calabria e i rappresentanti parlamentari del territorio. “Noi continueremo a fare la nostra parte, ma è indispensabile che la Regione e il Presidente Roberto Occhiuto assumano un ruolo determinato nella difesa del territorio”, incalza Caruso. “L’Alta Velocità non è un simbolo, ma una condizione essenziale per lo sviluppo economico, sociale e turistico. Ai calabresi deve essere finalmente riconosciuto il diritto alla mobilità”.
Senza un cronoprogramma vincolante e lo stanziamento di risorse certe, il rischio è che la Calabria resti fuori dai grandi flussi di collegamento europei, perpetuando un isolamento infrastrutturale non più accettabile nel 2026. La battaglia politica è aperta, ma il tempo delle promesse sembra ormai scaduto.

