Mentre in città arriva il caldo, qualcuno si aggira nei panni dello sceriffo digitale a caccia di like e visibilità, gettando le basi della propria candidatura per la tornata del 2027. Ma iniziamo con ordine…
Mancano ancora mesi alle urne — si voterà nella primavera 2027 — ma a Cosenza la campagna elettorale è di fatto già cominciata. Anzi, è esplosa. Perché mentre il centrodestra fa melina e tiene le carte coperte, a sinistra è partito un valzer di candidature che promette scintille. Mettetevi comodi: il toto-sindaco bruzio è servito.
A sinistra si litiga prima ancora di cominciare
La notizia fresca, quella che ha acceso la miccia, porta la firma di Giacomo Mancini. Il 1° giugno l’ex parlamentare ha sciolto la riserva e ufficializzato la candidatura in una video-intervista: «A tutti coloro i quali mi sollecitano a un impegno diretto, io dico sì». Progetto civico, dichiarata matrice di centrosinistra riformista, e una linea che è tutta nel suo affondo contro il sindaco uscente: «Noi siamo agli antipodi. C’è un’amministrazione che, dove c’era bisogno, non c’era. Assente, assente». Degrado, sicurezza, fragilità sociali e legame con l’Università i suoi cavalli di battaglia.
Il problema (per il campo largo) è che la poltrona la occupa già un altro progressista: Franz Caruso, il sindaco in carica, che non ha alcuna intenzione di togliere il disturbo. Reduce dalla candidatura alla Provincia persa di un soffio contro Faragalli a marzo, Caruso punta dritto alla riconferma e ha blindato l’alleanza con Francesco De Cicco, oggi consigliere regionale, che si è portato in dote la bellezza di 11 liste e un movimento tutto suo, i Democratici Progressisti Meridionalisti. Un arsenale niente male.
E come se non bastasse, sullo sfondo si agita pure Anna Laura Orrico, deputata del Movimento 5 Stelle, che da tempo lascia intendere ambizioni da prima cittadina — nonostante in giunta, a sostegno di Caruso, sieda una sua fedelissima. Insomma: Mancini, Caruso, Orrico. Tre galli (almeno) nello stesso pollaio progressista, e il bello deve ancora venire.
Il centrodestra? Alla finestra, con posa felina
Sull’altra sponda, la strategia è l’esatto opposto: silenzio e attesa. Il centrodestra si dice compatto, ma di nomi ufficiali nemmeno l’ombra. E c’è una logica: anticipare un candidato con troppo anticipo significa esporlo al fuoco amico, logorarlo, magari «bruciarlo per farlo fuori». Meglio aspettare che la sinistra si scanni e poi calare la carta giusta al momento opportuno.
I nomi che girano nei salotti, però, non mancano. Il più gettonato per Fratelli d’Italia è il senatore Fausto Orsomarso: per una logica di bilanciamento territoriale (Forza Italia a Reggio, Lega papabile a Catanzaro), a Cosenza toccherebbe a FdI, e lui sarebbe il profilo naturale. In casa meloniana si fa anche il nome di Francesco Spadafora, capogruppo in consiglio comunale, lanciato dal forzista Bozzo come uomo capace di presidiare le zone sud della città.
Per l’area moderata resta caldo l’avvocato Oreste Morcavallo, amministrativista molto conosciuto, sponsorizzato da Noi Moderati e da pezzi di Forza Italia. E poi c’è l’incognita Lega: la deputata Simona Loizzo, coordinatrice provinciale, gioca la classica partita d’attesa — «Io candidata? Contano i programmi. Prima ci si siede a un tavolo, poi valuto» — mentre intanto rastrella amministratori e ricuce il partito sul territorio. Tradotto dal politichese: c’è, eccome.
Una certezza e mille variabili
Mettendo in fila i pezzi, il quadro è questo: a sinistra una corsa già affollata e potenzialmente fratricida, con Mancini che rompe gli indugi e sfida apertamente il sindaco uscente; a destra una coalizione che aspetta, osserva e prepara la mossa, con FdI in pole per rivendicare la candidatura.
In mezzo, tutte le variabili del caso: le regionali in arrivo che potrebbero ridisegnare gli equilibri, le correnti interne al Pd mai del tutto pacificate, e quel sano realismo della politica calabrese per cui, come insegna l’esperienza, fino all’ultimo nessun nome è davvero blindato e nessuna alleanza è davvero per sempre.
Una cosa è certa: con un anno di anticipo, Cosenza ha già il suo spettacolo. E si annuncia di quelli da non perdere.

