Dalla più spassosa alla più permalosa, perché qualcuno doveva pur dirlo
Le religioni parlano tutte di verità eterne, salvezza e senso ultimo dell’esistenza. Ma la domanda che nessuno osa fare è un’altra: con chi ti faresti una birra? Chi regge una battuta e chi invece ti guarda male, chi ride di sé e chi chiama l’avvocato. Ecco la classifica, in rigoroso ordine di simpatia.
1° posto — Ebraismo: i campioni assoluti
Non c’è gara, diciamolo subito. Gli ebrei hanno fatto dell’autoironia una disciplina olimpica. Sono l’unica tradizione in cui puoi litigare con Dio e considerarlo un atto di fede: Abramo che tratta sul prezzo di Sodoma come al mercato del pesce, Giobbe che protesta, e un Talmud dove perfino l’Onnipotente alza le mani e ammette “i miei figli mi hanno battuto”. Un popolo che si autoproclama “eletto” e poi passa tremila anni a chiedersi, ridendo, eletto per finire in questi guai?. Da Woody Allen a mezza Hollywood, lo humour ebraico è un’industria. Seguaci: divertentissimi. Quelli che alla cena ti fanno piangere dal ridere e poi ti rovinano spiegandoti perché era anche teologicamente profondo.
2° posto — Buddhismo Zen: ridono mentre ti illuminano
I maestri Zen rispondono alle domande cosmiche con assurdità, schiaffi o silenzi che sono battute. Hanno una statua ufficiale del Buddha che ride a crepapelle e la pancia di fuori. L’idea geniale è che prendersi troppo sul serio sia esattamente il problema. Il Dalai Lama (lo so, è tibetano, lasciatemi la metafora) ridacchia praticamente sempre, come uno zio bonario che sa una cosa che tu non sai. Seguaci: serenamente spassosi. Il problema è che quando fai una battuta cattiva loro sorridono comprensivi, e tu ti senti subito una persona peggiore.
3° posto — Sufismo: i comici mistici dell’Islam
Medaglia di bronzo per i sufi, che hanno inventato Nasreddin Hodja, lo scemo-del-villaggio-che-in-realtà-è-il-più-saggio-di-tutti. Le sue storielle fanno ridere i bambini e meditare i filosofi. Usano il ridicolo per smontare l’ego e prendere a pernacchie l’ipocrisia dei devoti di facciata. Seguaci: deliziosamente paradossali. Peccato che siano una minoranza dentro una religione il cui ramo principale, sull’umorismo, è parecchio più suscettibile (e su questo torniamo dopo).
4° posto — Cristianesimo: dipende da chi incontri
Qui crollo nella media. Perché il Cristianesimo è bipolare. Gesù aveva un’ironia tagliente (il cammello nella cruna, le frecciate ai farisei), San Francesco era un giullare di Dio, e i protestanti anglosassoni hanno sfornato satira religiosa di prim’ordine. Ma l’istituzione, storicamente, ha guardato la risata come un peccato a un passo dalla blasfemia: Umberto Eco ci ha scritto un romanzo intero su un monaco che ammazza la gente pur di nascondere il libro di Aristotele sulla comicità. Seguaci: imprevedibili. Trovi il prete che fa stand-up all’oratorio e la signora del rosario che si offende se citi Dio in una barzelletta. Lotteria.
5° posto — Induismo: ridono gli dèi, non sempre i fedeli
Il pantheon indù è il più divertente sulla carta: Krishna è un dio-bambino ladro di burro e burlone seriale, Ganesha ha la testa d’elefante e un topolino come destriero, le storie sono piene di trovate surreali. Mitologia da sceneggiatori scatenati. Ma tra i devoti il clima è cambiato: certi temi oggi si toccano col guanto bianco. Seguaci: dèi esilaranti, fedeli sempre meno.
Ultimo posto — Islam (ortodosso): qui non si scherza. Letteralmente
E arriviamo al fondo classifica, e diciamolo senza giri di parole: sull’umorismo religioso, l’Islam ortodosso è il meno disposto a stare allo scherzo. Non perché i musulmani non ridano — nella vita quotidiana ridono come tutti, e la cultura araba ha una ricca tradizione comica — ma perché la satira sul sacro è terreno minatissimo, e la storia recente (dalle vignette in poi) lo ha mostrato nel modo più drammatico possibile. Seguaci: sul sacro, permalosissimi. Con un’aggravante rispetto al permaloso medio: qui la suscettibilità ha occasionalmente preso forme che con la risata non c’entrano più nulla.
Menzione speciale fuori classifica
Gli atei militanti: convinti di essere i più spiritosi della stanza, in realtà raccontano tutti la stessa battuta sull'”amico immaginario” da vent’anni. Permalosi mascherati da spiritosi. Se gli tocchi Darwin diventano più dogmatici di un inquisitore.
Disclaimer doveroso: questa classifica è satira, cioè quella cosa che secondo la classifica qui sopra solo i primi tre posti reggerebbero senza offendersi. Se siete arrivati fin qui ridendo, complimenti: avete più senso dell’umorismo della media della vostra categoria.

